L’anteprima del film di Francesco Filippi a Bologna presso il cinema Odeon.

Ieri sera si è svolta, presso il cinema Odeon di Bologna, l’anteprima di Mani Rosse (Red Hands), particolare mediometraggio d’animazione del regista Francesco Filippi.

La storia di questo lavoro è molto particolare: finanziato in parte tramite crowdfunding, l’idea iniziale comincia ben 5 anni fa dall’incontro dell’autore-regista Francesco Filippi con l’autore-produttore Michele Fasano di Sattva Film, entrambi presenti durante l’anteprima.

L’opera inoltre ha ricevuto finanziamenti dalla Regione Emilia-Romagna e da MEDIA-Europa creativa e ha avuto una genesi particolare, come spiegato dai suoi stessi creatori.

Partito infatti come cortometraggio si è sviluppato poi come mediometraggio (della durata totale di 30′), come ribadito dalle parole dei due autori e da Giulietta Fara, direttrice artistica del Future Film Festival che ha seguito e supportato da sempre l’opera, definendola un esperimento creativo più che un film.

In effetti Mani Rosse è un’opera davvero particolare, sia come tematica che come tecnica. Nato come film puramente in stop-motion (tecnica d’animazione in passo uno fatto con pupazzi animati) si è poi avvalso della collaborazione di numerosi animatori-artistiche l’hanno reso un prodotto ibrido di animazione 2d+stop motion. Ogni “segmento tecnico” dell’opera corrisponde a una determinata sensazione rilasciata dalla storia ed è pensato per riprodurre al meglio tale sensazione e rendere così più empatico lo spettatore. Un film definito per questo motivo paratattico, in quanto le singole scene si susseguono per connessione logica che non è tanto quella dell’intreccio quanto, appunto, quella dell’empatia.

Ma di cosa parla esattamente Mani Rosse?
La storia è ambientata in quella che potrebbe essere un’anonima città italiana (anche se le scenografie che mostrano continuamente portici e canali tradiscono l’origine bolognese dell’opera). I protagonisti sono due adolescenti, Ernesto e Luna.
Ernesto vive con la zia, una famosa fashion blogger, anche se in realtà lei è quasi sempre fuori casa per lavoro. Il ragazzo passa le sue giornate chiuso in casa (per assecondare le numerose fobie della zia) ad osservare la vita che scorre nelle strade. Un giorno decide di trasgredire alle restrittive regole della zia e si avventura nel mondo esterno. Qui la sua attenzione viene subito catturata da alcuni disegni di colore rosso sui muri della città. Indagando su questi scopre che l’autrice è Luna, una ragazza che vive vicino a lui e che ha uno strano potere: dalle sue mani sgorga questo strano liquido rosso (che non è sangue, come precisa lei stessa) che le permette di creare cose e disegni con le sue stesse mani.

I due ragazzi fanno presto amicizia, ma Luna nasconde anche un terribile segreto: il colore rosso che esce dalle sue mani è anche simbolo delle continue violenze domestiche che il padre-padrone le infligge continuamente. Scoperta questa cosa Ernesto cerca di fare qualunque cosa pur di salvare l’amica da un destino che sembra per lei ineluttabile…

Mani Rosse affronta temi veramente delicati e pesanti attraverso i suoi personaggi. Si capisce subito che il target di riferimento dell’opera non sono tanto i bambini quanto gli adolescenti, anche se di fatto è un prodotto trasversale adatto a tutte le età. Il design dei personaggi, così come quello delle scenografie è volutamente opaco, tendente al bianco. Da un alto questo risalta simbolicamente il loro carattere “puro”, ancora fanciullesco, in contrapposizione con il design dei personaggi adulti che è più acceso ma anche più “sporco”. In più una tale scelta cromatica, oltre a tutti i simbolismi presenti in essa, è adatta a far risaltare per contrapposizione il colore rosso, vero e  proprio leitmotiv di tutto il film.

La struttura paratattica del film potrebbe far pensare a un’animazione statica, a prima vista. In realtà, la composizione eclettica del film e il passaggio da vari tipi di animazione fa sì che questo abbia un ritmo molto scorrevole. Il climax narrativo, che attiene alla storia di formazione dei due ragazzi, poi crea un’atmosfera da fantasy-horror onirico che riesce ad intrattenere positivamente lo spettatore senza annoiarlo.

Quindi, anche se la struttura narrativa tradisce il fatto che l’opera sia un “work in progress continuo” (inizialmente partiva come corto, poi è diventato un mediometraggio e non è escluso, a detta del produttore Fasano e visto il suo finale aperto, una possibile traduzione in lungometraggio), in realtà il risultato finale lo rende un film veramente compatto e coerente con il suo obiettivo pedagogico-artistico.

Durane la serata di anteprima Francesco Filippi ha inoltre mostrato, tramite immagini idi repertorio e backstage, le varie fasi di lavorazione del prodotto, con particolare attenzione sulla costruzione dei pupazzi e sugli effetti visivi ottenuti tramite un misto di animazione tradizionale e software grafici in CGI, il tutto pensato per tradurre al meglio in immagini le emozioni dei protagonisti. Anche i possibili “errori” visivi sono stati in realtà pensati ad hoc per questo scopo e risultano funzionali all’opera stessa.

Si tratta di una pellicola che si crea “in levare” selezionando pochi ma decisivi elementi che nel complesso la rendono un’opera veramente unica nel suo genere.

Mani rosse rappresenta una sfida culturale ed economica non da poco per il panorama italiano e, allo stesso tempo, per tutto il panorama dell’animazione internazionale. Non è facile, infatti, affrontare tematiche scomode e rappresentarle in una forma così poetica e simbolica tanto da essere apprezzati da un pubblico che è effettivamente molto trasversale al suo interno (dai bambini ai ragazzi fino agli adulti). Si tratta di un’impresa non facile soprattutto in un campo artistico che, ancora oggi, vive dello stereotipo del “prodotto per bambini”. Non a caso per questo motivo il mediometraggio ha già vinto un premio molto importante: il Fabrique Du Cinema Award come miglior cortometraggio italiano, surclassando anche avversari “live-action”.

Il film è un mix di tante tematiche a e di tante tecniche messe insieme, un melting pot artistico unico nel suo genere che merita veramente la visione, e non solo per il forte messaggio che trasmette. Si tratta di un “prodotto per adolescenti” e per questo motivo non standardizzabile in un pubblico unico, qualcosa di cui si sentiva veramente la necessità in quanto sono veramente poche le opere d’animazione assimilabili ad esso, “che non mira a omologare il pubblico adolescente a quello adulto ma ad adolescentizzare il pubblico adulto al linguaggio dei ragazzi” (parole del produttore Fasano, ndA). Un esperimento molto costoso, non solo sul piano economico ma anche sul piano sociale (poiché vuol dire non cadere in facili stereotipi), e proprio per questo necessario per il panorama artistico italiano e non solo.

Per coloro che fossero interessati: il film verrà proiettato ancora il 16 febbraio presso il Cinema Orione di Bologna e il 18 febbraio presso il Cinema Moderno di Castel Bolognese (RA). È inoltre previsto un passaggio televisivo su Rai Ragazzi, altro partner produttivo del progetto, che però al momento non ha una data certa. Per tutte le informazioni e le ulteriori anteprime si consiglia di tenere d’occhio la pagina Facebook del film.

Mani Rosse è un riuscito esperimento di animazione italiana trasversale e sicuramente merita di essere visto per capire come si possa produrre un prodotto per un certo tipo di pubblico che difficilmente viene rappresentato così bene in un’opera cinematografica.

 

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