Cursed è una seria tv di Netflix basata sull’omonimo romanzo illustrato di Tom Wheeler (qui in veste anche di showrunner) e Frank Miller. La storia è una nuova rivisitazione della leggendaria storia di Re Artù, aggiornata e avente come protagonista Nimue (Katherine Langford), la futura Dama del Lago. Una sorta di prequel che tuttavia rielabora la mitologia del ciclo arturiano, portando un cambio di prospettiva al seminale mito. Ci sono numerose “licenze poetiche” che si discostano dal mito e perciò, in quanto a fedeltà al canone classico, Cursed si discosta notevolmente e perciò la serie è perlopiù frutto di un’ispirazione alla storia di Excalibur e dei cavalieri della tavola rotonda.

La storia si concentra su Nimue, una ragazza che a causa dei sui incontrollabili strani poteri viene emarginata dal proprio popolo. Tenuta a distanza dai propri cari e con pochi amici viene catapultata in una realtà più grande di lei quando il suo popolo viene assalito dai Paladini Rossi, un gruppo armato di religiosi cristiani intenti ad estirpare il popolo fatato in nome di Dio. A causa del loro assalto, la madre di Nimue viene ferita a morte e perciò è costretta ad affidare alla giovane la spada del potere con la missione di consegnarla a Merlino. Nel suo compito si imbatterà in misteriosi cavalieri e ad un giovane guerriero di nome Artù che l’aiuteranno nella sua missione.

Il plot è molto semplice e viene sviluppato per piacere ad un pubblico di giovanissimi, puntando su tematiche tipiche del teen drama, presentando una storia di formazione dove insicurezze personali, amore, amicizia e incertezze sul futuro fanno da padrone. Il tutto rinchiuso in una cornice fantasy dove i canoni di genere vengono cambiati e adattati per riscrivere un nuovo adattamento della mitologia. Tuttavia, se la premessa iniziale poteva avere un certo potenziale, lo svolgimento si rivela banale, mal strutturato e privo di epicità e carisma che si confà ad una mitologia di tale portata. Impalpabile, sterile e apatica, Cursed si rivela una grossa delusione.

La storia si discosta notevolmente della leggenda e ne riscrivere praticamente tutti i canoni, ciò nonostante non è l’aderenza al materiale originale che scontenta bensì la costruzione dei personaggi e della struttura narrativa. Seppur si presenti come una sorta di prequel e punti a riscriverne la mitologia, la storia non espone in modo chiaro e semplice la propria mitologia interna riscritta, portando avanti la narrazione in modo goffo e forzato. Si focalizza perlopiù sul conflitto “umani vs popolo fatato” e su contrasti religiosi poco sviluppati e caratterizzati. Lotte di poteri e guerrieri che si battono per l’amore e l’onore. Succedono tante cose e lo svolgimento non appare omogeneo e né tantomeno frutto di un’evoluzione progressiva psicofisica dei protagonisti. Tant’è che Nimue passa dall’essere una “ragazza maledetta”, schernita dal suo stesso popolo, a loro regina in pochissimo tempo. Un progresso non giustificato che porta la storia ad essere prettamente concentrata sulla sua protagonista, al suo amore e alla sua crescita personale. Tuttavia, la costruzione del suo personaggio non si rivela idonea e caratterizzata adeguatamente. Il suo background viene tralasciato e gli elementi interessanti, che potevano portare la storia a scavare nel profondo nella leggenda, non vengono esplorati. Ci sono troppi elementi che contrastano tra loro e alla fine Cursed sembra più assomigliare ad una sorta di miscuglio quasi da soap opera. Un flop sia di genere che di costruzione tout court a livello di sviluppo seriale.

Complessivamente, Cursed si rivela una storia mal concepita, sviluppata in modo grezzo, banale e senza cuore. Insipida e priva di epicità, dramma e momenti salienti. Si concentra perlopiù su un pubblico di giovanissimi ma sotto l’aspetto emozionale e di riscrittura del mito non convince.  Si rivela mediocre e un’occasione mancata per creare una serie fantasy interessante.

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