After Life è una serie dramedy di Netflix dalla brevissima serialità, composta da sei puntate della durata di circa 28 minuti ciascuna. Creata, diretta ed interpretata dal bravissimo comico Ricky Gervais, lo show offre una cinica, spietata, visione della vita vera, proponendo un personaggio in lutto e alla costante ricerca delle piccole cose belle della vita. La serie è una commedia nera, dall’alto tasso cinico e dall’humor graffiante. Funziona molto bene grazie alla sua breve durata che ne permette una visione completa nell’arco di poche ore. Riflessiva e focalizzata sull’esistenza, After Life mantiene un buon livello d’intreccio focalizzandosi su pochi personaggi e pochissimi ambienti.

Il fulcro centrale è il protagonista, Tony, un giornalista provato dalla perdita di sua moglie e che non riesce a superare il lutto e minaccia costantemente di suicidarsi. Depresso e “senza nulla da perdere” si lascia andare a un regime di cinismo spietato, dicendo tutto ciò che pensa alle persone, offendendole, e iniziando un cammino di percorso di riabilitazione, attraverso il confronto con le persone a lui vicine. Una persona scorbutica che infastidisce colleghi e vicini di casa. In questo modo, Tony indossa una maschera che serve per disincentivare il prossimo a instaurare un qualsiasi rapporto con lui in quanto “anima sofferente” che se ne frega della gente. Tutto ciò è il riflesso del suo dolore che sullo schermo viene rappresentato in maniera veritiera e con personaggi bizzarri, reali e pieni di sfaccettature. Il tutto per intraprendere, inconsciamente, un cammino di elaborazione del lutto.

Una dark comedy che funziona molto meglio sulla parte comedy che sul versante drammatico e che si concentra su Gervais, vero mattatore della serie. Tuttavia, nonostante sia il pilastro dello show, grande merito del successo va ai bizzarri personaggi di secondo piano che, in poco tempo, sono ben caratterizzati e sono delle vere e proprie “macchiette comiche”. Indimenticabili e divertenti (soprattutto il collega fotografo).

After Life è una parabola di redenzione che riflette sull’esistenzialismo attraverso una storia cupa piena di verità e di sfumature sulla vita quotidiana. Seppur funzioni molto meglio nella parte cinica, da commedia nera, la serie è ben scritta ed è in grado di offrire una parabola di redenzione soddisfacente e congrua al  protagonista. Ogni personaggio nella storia ha una funziona ben precisa ed il tutto è in funzione di Tony, personaggio quasi Dickensiano (alla Scrooge) che deve riflettere sul significato della vita e capire che è fatta di chiaroscuri. La conclusione è quasi una “felicità ritrovata”, non quella assoluta che forse non si raggiungerà mai, ma quella quotidiana, del breve, degli attimi, degli istanti, del cogli l’attimo perché la vita è breve e va goduta in ogni secondo.

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