Nell’edizione 2019 di Cartoomics si è respirato tanto cinema. Dopo il premio a Massimo Boldi e i vari incontri con tematiche cinematografiche, il 9 marzo, all’Agorà 3, è stata la volta di Ruggero Deodato. 

L’incontro è stato organizzato in collaborazione con il festival horror toscano, FiPiLi, ed è stato moderato dal vlogger livornese, Federico Frusciante. Il grande Ruggero Deodato ha presentato l’adattamento illustrato del trattamento dell’ipotetico seguito del suo film più famoso, Cannibal Holocaust. 

Il libro è edito da Nicola Pesce Editore ed è stato illustrato dal grande disegnatore Miguel Angel Martin, il più censurato autore di fumetti al mondo. Deodato e Martin formano un connubio perfetto per il libro, un duo di “censurati”, un legame perfetto per il libro. 

Deodato è in grande forma è si conferma un mattatore, raccontandosi al pubblico dell’Agorà. Non chiamatelo regista Horror, in tutta la sua carriera ha diretto pochissimi film dell’orrore e sicuramente, ripete più volte durante l’incontro, Cannibal Holocaust non è affatto un lungometraggio di quel genere. Per Deodato, e per molti che l’hanno riscoperto, il film è di denuncia ed è da contestualizzare e storicizzare. 

Con orgoglio rivela che è al secondo posto dei film violenti che si sono mantenuti meglio nel tempo, diventando un cult. Al primo, ovviamente, l’iper censurato Salò o le 120 giornate di Sodoma e Gomorra di Pasolini.  Cannibal, nel 1980, fu un completo flop al botteghino e procurò numerosi guai con il regime censorio e con la giustizia a Deodato. Tuttavia, con il tempo, il lungometraggio fu rivalutato. 

Come raccontano Frusciante e Deodato, Cannibal Holocaust fu riscoperto perlopiù nel 1999 quando al cinema debuttò il film The Blair Witch Project un lungometraggio horror che utilizzava una modalità di finto documentario. Tale scelta narrativa assomigliava molto al film di Deodato e molti critici e registi statunitensi fecero notare la cosa, portando Cannibal ad essere rivalutato e scoperto. Da quel momento in poi Ruggero Deodato venne invitato a numerosi festival, purtroppo dell’orrore, per parlare del suo censuratissimo lungometraggio. Tuttavia, non tutti gli stati che vietarono la visione di Cannibal cambiarono idea. L’Inghilterra bloccò il suo film per anni e solo qualche anno fa, Ruggero Deodato venne invitato a Londra per avere la notizia che un censore britannico diede l’autorizzazione al film. Questa notizia, confermò una riscoperta e diede una seconda vita al film. 

Deodato ricorda che venne invitato ad un festival a Bogotà, in Colombia, dove c’erano file chilometriche alla proiezione di Cannibal Holocaust. Al party post-proiezione nessuno lo riconobbe, solo dopo  una hostess lo presentò alle persone presenti che, successivamente, insultarono il regista per aver fatto quel film scandaloso. Scandalizzato, Deodato racconta che ritornò in albergo (dove rivela che soggiornava anche la famiglia del noto narcotrafficante Escobar) e nel fare zapping in tv vide il fonico del film Cannibal, che ebbe anche una parte recitativa, che intervistato da una giornalista, definì Deodato un pazzo, un assassino che uccideva tutti sul set. Spaventato, Ruggero prosegue il suo racconto, rivelando che chiese aiuto al suo aiuto regista per scappare da Bogotà e fini’ a Cartagena e gli venne in mente di scoprire che fine avesse fatto la ragazza che venne impalata nel film. Infatti, la ragazzina, all’epoca del film, era giovanissima (13 enne) e, seppur in finzione, ebbe scene molto intense e violente. Questa sua avventura è stata quella che ha ispirato il trattamento per il seguito di Cannibal che è stato poi trasformato in un libro illustrato targato NPE.

Per quanto riguarda la storia della ragazza impalata, ormai simbolo del lungometraggio, Deodato racconta la genesi della scena rivelando che fu realizzata in pochissimo tempo e che fu realizzata con pochissimi soldi. Infatti, quando gli spezzoni di Cannibal furono presentati al mercato cinematografico di Milano, molti, grazie alla scene forti e d’impatto, fecero delle proposte di interesse al film. Il produttore, esaltato dal potenziale, chiamò Ruggero Deodato riferendogli che le scene mostrate stavano portando un forte interesse verso il film. “Ruggero ammazza chi te pare che il film si vende come il pane” rivela Deodato all’incontro. Allora, una sera, mentre stava girando il film, per “accontentare il produttore al MIF, a Dedodato venne l’idea della ragazza impalata e la propose al suo scenografo, Antonello Geleng, che aveva il compito di inventari un’idea per l’indomani di come realizzare la scena.  La mattina dopo, Antonello svegliò di prima mattina Deodato per presentargli l’idea di come avrebbero realizzato la scena della ragazzina impalata. In spiaggia, vicino ad un palo puntato sulla terra c’era un sellino di un cavallo attaccato e un ferro saldato dietro. La ragazza si doveva solo sedere li e in bocca, per rendere il tutto più credibile a livello prospettico, gli fu messo un pezzo di legno con del sangue finto. Fu una trovata superba e che quando raccontò la cosa a Tarantino durante un incontro, il celebre cineasta fu estasiato, visto il costo irrisorio dell’effetto. Cannibal Holocaust è frutto di tante piccole trovate che Deodato si è divertito a creare sul set. 

Deodato racconta di come vennero minacciati dagli animalisti per la scena della tartaruga che fu uccisa. In Cannibal Holocaust ci sono svariate uccisioni di vari animali ma sempre funzionali alla trama. Frusciante interviene citando che Coppola uccise numerosi tori mentre girava una scena in Apocalypse Now, ma che a lui, la censura, non fece niente. 

Tra i suoi progetti mancati, un film sugli Zombi che però rifiutò e un ipotetico lungometraggio sull’Uomo Ragno che per vari motivi non venne mai realizzato. 

Deodato, incitato da Frusciante, rivela che Cannibal Holocaust non è il suo film preferito. Il suo lungometraggio del cuore è Ultimo Mondo Cannibale (1977)  in quanto fu il suo progetto più faticoso da realizzare. Al secondo posto, Uomini si nasce poliziotti si muore (1976), una pellicola che ha ispirato molti lungometraggi di Quentin Tarantino. Però visto che Cannibal Holocaust è il film che gli ha dato notorietà e fama, ovviamente, Deodato dice di amare per forza quel film. 

L’incontro è stata una grandissima occasione per scoprire aneddoti e dietro le quinte sulla nascita di Cannibal Holocaust, ma più in generale è stata una full immersion sul mondo del grandissimo regista, Ruggero Deodato. 

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